Il Cane Corso appartiene alla famiglia dei Molossoidi.
Si narra che questi cani abbiano tutti un antenato comune, un grosso cane originario dell’Asia medio orientale.
Questo grosso molosso arrivò a noi attraverso traffici, scambi e baratti che le popolazioni dell’epoca solevano fare, e soprattutto si  narra, attraverso i romani che portarono queste enormi bestie durante i viaggi di ritorno dopo le loro conquiste belliche.
Probabilmente il suo antenato più prossimo è il Pugnaces Britannico, molosso d’albione che i britannici usavano in guerra e che i romani durante i loro viaggi di conquista ammirarono in battaglia  fin al punto di prelevarne molti soggetti e portarli fino in Italia per allevarli ed utilizzarli per scopi bellici o nei circhi.
Nella storia Romana Lucius Junius Moderatus Colummella, scrittore spagnolo, di genitori romani,  autore di molti saggi sull’agricoltura, parla tra l’altro di cani molossidi in alcuni suoi trattati come il De Re Rustica. E’ una delle prime testimonianze scritte in epoca romana sul molosso.

Nell’era moderna il primo contatto con il Molosso italico si ebbe quando Piero Scanziani, scrittore e cinologo svizzero, amante dei grossi molossi, decise di  portare al riconoscimento ufficiale una nuova razza italica: “Il molosso Italiano”.
All’epoca non esisteva un indirizzo di selezione ed il molosso diffuso su tutta la penisola, soprattutto nella parte meridionale, era usato per diverse mansioni da massari e contadini,. Ne esistevano di diversi tipi e dimensioni, ma tutti derivavano da un ceppo molossoide comune.
Nel Napoletano venivano chiamati Cane e presa, Corz nel Pugliese ed in alcune zone della Basilicata,  comunemente anche Mastino, così come Bucciriscu in Calabria e Vucciriscu in Sicilia,  tutti cani simili, ma ancor che differenti per taglia tessitura del pelo e struttura della testa.
La cinofilia ufficiale all’epoca privilegiò i soggetti più pesanti e volle riconosce il cane con il nome di Mastino Napoletano, ma per volere di Scanziani nella stesura del primo standard riconosciuto furono inserite le diciture cane e presa cane corso.

Nacque così il primo Cane Corso della storia moderna. Dopo qualche anno dalla morte di Piero Scanziani, padre del molosso italico, la società di razza volle modificare lo standard e togliere le diciture cane e presa cane corso dallo scritto originale.
Ecco che così il Corso scomparve di nuovo nei meandri della storia cinofila italiana.

Negli anni settanta alcuni cinologhi iitaliani spinti dalla voglia di far rinascere la versione leggere del molosso chiamato Mastino, iniziarono una difficile opera di ricerca e di selezione. Dopo alcuni anni di fatiche il Cane Corz iniziò a rinascere. Ma la sua rinascita fu piena di contraddizioni. C’è chi lo voleva più grande chi più piccolo, c’è chi lo voleva prognato chi ortognato, c’è chi lo voleva parallelo chi convergente.
Fin  dal primo giorno numerose contraddizioni pervasero questo molosso, a tal punto che la società di razza, per paura probabilmente che il nuovo cane fosse troppo simile al già esistente Mastino (e come poteva essere, se no?), iniziò ad inserire nel nuovo standard alcune caratteristiche che non erano proprie della razza, ma di altri molossi,  affermando esplicitamente nella prima stesura “il Corso non deve in nessuna regione somigliare al Mastino’’.
A tal proposito molti esperti del Corso arrivarono ad affermare e negare alcune cose, caratteristiche e morfologia, contemporaneamente in riunioni e scritti poiché loro stessi non avevano contezza di ciò che stava nascendo. Arrivò il giorno del riconoscimento ufficiale, e da quel giorno iniziò la diatriba.
Molti storici allevatori si staccarono dalla società di razza non riconoscendosi nel cane che era appena nato, altri fondarono associazioni di razza parallele.
La stessa SACC, odierna società di razza, fu prima estromessa da socio collettivo, al suo posto subentrò l’AICC, poi fu reintegrata.
Le contraddizioni continuarono ed il livello selettivo nei primi anni del nuovo secolo raggiunse il culmine con l’elezione di vari campioni ipertipici e diversi tra loro.
Ad oggi sono pochi gli allevatori che svolgono un egregio lavoro di selezione e, proprio per questo, vanno elogiati di più in quanto nel marasma generale tentano di portare in questa splendida razza un’omogeneità di tipo che purtroppo ad oggi non esiste.

 

FCI Standard: N° 343/06.06.2007

CANE CORSO ITALIANO

ORIGINE: Italia

DATA DI PUBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 21.05.2007

UTILIZZAZIONE: Cane da guardia e da difesa, da polizia e da pista

CLASSIFICAZIONE FC.I.: Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer

Molossoidi – Cani da montagna – Bovari svizzeri

Sezione 2.1 –  Razze molossoidi – tipo mastino

Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO: Il Cane Corso è il discendente diretto dell’antico molosso romano.
Presente nell’antichità in tutta l’Italia, si è mantenuto solo nelle Puglie e regioni limitrofe dell’Italia meridionale.
Il suo nome deriva dal latino “cohors” che significa “protettore, guardiano delle masserie”.

ASPETTO GENERALE: cane dalla taglia da media a grande (in francese = un cane dalla taglia piuttosto grande), solido e vigoroso pur restando elegante.
I suoi contorni netti rivelano una muscolatura potente. (in spagnolo e in inglese = scarno, con potenti muscoli)

PROPORZIONI IMPORTANTI: è un poco più lungo che alto. La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell’altezza al garrese.

COMPORTAMENTO / CARATTERE: guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame,( in inglese e in spagnolo anche: estremamente agile e responsabile); lo si utilizzava nel passato per sorvegliare il bestiame e per la caccia alla grossa selvaggina.

TESTA: Larga, tipicamente molossoide, con una leggera convergenza degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso

REGIONE DEL CRANIO: Cranio largo; la sua larghezza al livello delle arcate zigomatiche è uguale o supera la sua lunghezza. La sua parte anteriore convessa (in spagnolo = leggermente convessa) si appiattisce abbastanza dalla fronte all’occipite. Si distingue un  solco frontale mediano.
Stop marcato.

REGIONE DEL MUSO: Tartufo nero e voluminoso con grandi narici ben aperte. È posizionato sullo stesso piano della canna nasale.
Muso forte, quadrato, sensibilmente più corto del cranio, in un rapporto di circa 1 a 2; la faccia anteriore del muso è piatta; le sue facce laterali sono parallele, il muso è largo quanto lungo.
Di profilo, la canna nasale è diritta.
Labbra: le labbra superiori, moderatamente pendenti, ricoprono la mascella inferiore di modo che sono loro a determinare il profilo inferiore del muso.
Mascelle/Denti: le mascelle sono molto larghe e spesse con delle branche mandibolari curve.
La dentatura mostra un leggero prognatismo inferiore.
La chiusura a tenaglia è ammessa, ma non ricercata.
Occhi: sono di media grandezza, leggermente affioranti; si avvicinano alla forma ovale e guardano direttamente in avanti (in francese = sono posizionati frontalmente).
Le palpebre sono ben aderenti al globo oculare. L’iride è il più scuro possibile in armonia col colore del mantello. Lo sguardo è vivace e attento.
Orecchi: triangolari, pendenti, larghi all’inserzione che è molto al di sopra delle arcate zigomatiche. Sono spesso raccorciati a forma di triangolo equilatero.

COLLO: robusto, muscoloso, lungo quanto la testa

CORPO: è un po’ più lungo dell’altezza al garrese. Il corpo è solidamente costruito, senza essere tozzo.

Garrese: pronunciato, è più alto della groppa

Dorso: diritto, molto muscoloso e fermo

Rene: corto e solido

Groppa: lunga e larga, leggermente obliqua

Torace: torace ben sviluppato nelle tre dimensioni. Discende fino al livello del gomito

CODA: inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice. La si taglia alla quarta vertebra. Quando il cane è in movimento si alza, ma mai in verticale o arrotolata.

ARTI

ANTERIORI: Spalla lunga, obliqua, molto muscolosa.
Braccio potente.
Avambraccio diritto e molto robusto.
Carpo e metacarpo elastici.
Piede anteriore piede di gatto

 POSTERIORI: Coscia lunga, larga; la linea posteriore della coscia è convessa.
Gambaasciutta, non carnosa.
Garretto moderatamente angolato.
Metatarso largo, nervoso.
Piede posteriore un po’ meno compatto dell’anteriore.

ANDATURA: Passo disteso, trotto allungato; l’andatura preferita è il trotto.

PELLE: abbastanza spessa e piuttosto ben aderente ai tessuti sottocutanei.

MANTELLO
PELO:
corto, brillante e molto fitto con uno strato di sottopelo fine.
COLORE: nero, grigio piombo, grigio ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro; rosso cervo, fulvo scuro; tigrato ( strisce su fondo fulvo o grigio di diverse sfumature)
I soggetti fulvi e tigrati ( in spagnolo = i soggetti neri e tigrati)hanno sul muso una maschera nera o grigia, che non deve superare la linea degli occhi.
È ammessa una piccola macchia bianca sul petto, sulla punta dei piedi e sulla canna nasale.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese:
Maschi da 64 a 68 cm.
Femmine da 60 a 64 cm
Con una tolleranza di 2 cm in più o in meno

Peso:
Maschi da 45 a 50 Kg
Femmine da 40 a 45 Kg

DIFETTI: qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto verrà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e alle sue conseguenze sulla salute e il benessere del cane.

DIFETTI GRAVI

• Assi superiori del cranio e del muso paralleli o troppo convergenti; convergenza delle facce laterali del muso

• Parziale depigmentazione del tartufo

• Chiusura a forbice: prognatismo inferiore accentuato

• Coda ritta verticalmente o ad anello

• Soggetto che, al trotto, costantemente ambia

• Taglia superiore o inferiore ai limiti indicati.

DIFETTI ELIMINATORI

• Cani paurosi o aggressivi ( in spagnolo = aggressivi verso il padrone).

• Divergenza degli assi cranio-facciali.

• Tartufo totalmente depigmentato.

• Canna nasale concava o convessa (montonina).

• Enognatismo.

• Depigmentazione parziale o totale delle palpebre; occhi gazzuoli; strabismo.

• Anurismo o brachiurismo (coda raccorciata o no).

• Pelo semilungo, raso, con frange.

• Qualsiasi colore non previsto dallo standard: grandi macchie bianche.

Qualsiasi cane che presenti in modo netto delle anomalie d’ordine fisico o di comportamento, sarà squalificato.

N.B. I maschi devono presentare due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto