AKITA AMERICANO

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Classificazione
Federazione FCI
Gruppo 5 Spitz e cani di tipo primitivo
Sezione 5 Spitz asiatici e razze affini
Sottosezione 4 Razze giapponesi
Altri club AKC (Working Group), UKC (Northern Breed), KC (Working), CKC (Group 3 – Working Dogs), ANKC (Group 6 – Utility), NZKC (Utility)

Varietà nessuna (in USA Akita ed Akita americano sono considerate la stessa razza, esistono esemplari a pelo lungo non ammessi dallo standard)

Taglia maschi 66-71 cm, peso 45-60 kg; femmine 61-66 cm, peso 35-50 kg

Descrizione
Tipologia lupoide
Morfologia mesomorfo forte
Andatura prevalente trotto, andatura potente, ricopre molto terreno con moderato allungo e spinta del posteriore, gli arti posteriori si muovono in linea con gli anteriori, il posteriore resta forte, fermo e orizzontale
Mantello sottopelo folto, soffice e fitto, più corto del pelo di copertura, che è diritto e ruvido; qualsiasi colore come rosso, fulvo, bianco, tigrato o pezzato, frequente la maschera nera, eccetto che nel colore bianco uniforme
Aspetto
Cane di taglia grande, costituzione solida, ben equilibrato, con molta sostanza ed ossatura pesante. La testa è massiccia, ampia e triangolare, gli occhi piccoli, triangolari e marroni, il muso è largo, profondo, con tartufo largo e nero, le mascelle sono potenti con dentatura a forbice, gli orecchi sono piccoli, eretti e portati in avanti quasi in linea col dorso del collo, il quale è spesso e muscoloso, così come il dorso e gli arti, il petto è ampio e profondo. Il pelo è doppio, con sottopelo spesso e soffice e pelo esterno dritto e rigido, lungo sulla schiena circa 5 centimetri, una misura leggermente maggiore rispetto al resto del corpo, eccetto la coda, che viene tipicamente portata alta, arrotolata sul dorso o sui fianchi. È ammesso qualsiasi colore come il rosso, il fulvo, il bianco, il sesamo, il marrone, anche macchiato o striato, tipica di molti soggetti la maschera nera, non ammessa invece nell’Akita Inu. I maschi sono alti 66-71 cm e le femmine 61-66 cm; il peso si aggira intorno ai 50 chilogrammi. Il dimorfismo sessuale è molto marcato.
Carattere
Estremamente intelligente, amichevole, attento, pronto, dignitoso, docile e coraggioso, molto attaccato ai componenti della propria famiglia, ma diffidente verso gli estranei, non abbaia quasi mai. Spesso non è tollerante nei confronti degli altri cani dello stesso sesso.

Attitudini ed impiego
Storico caccia grossa, combattimenti tra cani
Moderno compagnia, guardia, utilità
Ambiente di lavoro ideale zone montuose, climi rigidi, neve
Specializzazione caccia all’orso bruno dell’Amur (Ursus arctos lasiotus)

Storia della razza
Gli Akita odierni, discendono dagli antichissimi cani da caccia matagi, diffusi prevalentemente nella regione montuosa nel nord dell’isola di Honshū, la maggiore del Giappone, nella Prefettura di Akita, da cui la razza prende il nome. Le prede dei matagi erano cervi, cinghiali ed in particolare l’orso. Questi cani tenaci, agili e rapidi seguivano le tracce del selvatico e una volta raggiunto lo tenevano a bada fino all’arrivo dei cacciatori.
Nel diciannovesimo secolo i matagi vennero impiegati nei combattimenti tra cani, disciplina in cui erano abilissimi, ma nonostante questo, per aumentarne la stazza, vennero incrociati con grossi molossoidi occidentali, nel 1908 i combattimenti tra cani vennero vietati in Giappone, ma questo tipo di Akita continuò a diffondersi.
Nel ventesimo secolo la fama della razza crebbe grazie alla storia dell’akita Hachi, affettuosamente soprannominato Hachikō, nato nel 1923 ed appartenuto al professor Hidesaburō Ueno. Hachi era solito accompagnare ogni giorno il professore alla stazione ferroviaria di Shibuya a Tokyo, quand’egli partiva per andare al lavoro, per poi tornare ad aspettarlo al suo ritorno. Il 25 maggio 1925, quando Hachiko aveva 18 mesi, il professore fu colpito da un ictus mentre era all’università e morì. Hachiko continuò a recarsi ogni giorno alla stazione, non si rassegnò mai ed aspettò l’arrivo del suo padrone fino alla morte, che avvenne nove anni dopo, nel 1934 a Shibuya venne subito posta una statua di bronzo in onore di Hachikō e della sua fedeltà.
Nel 1931 l’Akita fu ufficialmente dichiarato Monumento Naturale del Giappone e nella città di Ōdate, nella Prefettura di Akita, venne organizzato il Nihon Ken Hozonkai, per preservare la razza come tesoro nazionale. Nel 1935 anche ad Odate venne installata una scultura raffigurante una famiglia di akita e nel 1967, per commemorare il cinquantesimo anniversario della Società per la preservazione del cane di Akita, venne fondato un museo dedicato alla razza.
Nel 1937 la scrittrice statunitense Helen Keller visitò la Prefettura di Akita e dopo essersi informata sulla storia di Hachikō, espresse il desiderio di avere un cane della stessa razza, il primo, Kamikaze-go, che ottenne in dono dalla popolazione locale, morì dopo poco tempo di cimurro, nel 1939 il Governo giapponese provvide a regalarle un secondo Akita, Kenzan-go, fratello di Kamikaze-go, questi furono i primi esemplari di Akita ad essere stati introdotti negli Stati Uniti e furono importantissimi per la notorietà e la diffusione della razza in occidente. La scrittrice così ricorda Kamikaze-go sull’Akita Journal: « Se mai è esistito un angelo con la pelliccia, quello era Kamikaze. So che non otterrò mai più la stessa tenerezza da un altro animale. I cani Akita hanno tutte le qualità che mi attirano – gentilezza, socievolezza e lealtà.»
Alla fine della seconda guerra mondiale, alcuni soldati americani si innamorarono di questi cani e li portarono in patria. Nella prima metà del ‘900 la morfologia degli Akita Inu in Giappone corrispondeva all’odierno Akita americano, ma mentre in patria ed in seguito anche nelle altre nazioni, si è poi cercato di ritornare a quello che si crede sia il tipo originario, nei paesi anglosassoni si è invece continuato ad allevare il cosiddetto tipo americano.
Nel 2001 la Federazione Cinologica Internazionale, ha riconosciuto la razza come separata dall’Akita Inu, inizialmente, con la denominazione di Grande Cane Giapponese, è stata inserita nel secondo gruppo, quello dei molossoidi, nel 2005 è poi stata rinominata Akita americano e spostata nel quinto gruppo, dei cani di tipo spitz. Mentre l’American Kennel Club continua a considerare l’akita un’unica razza.

Gestione e cure in genere non può convivere con altri cani dello stesso sesso, è cane rustico e non necessita di particolari cure, basta spazzolarlo per rimuovere il pelo morto durante la muta

Standard

 

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